Intervista a Mark Gill, vincitore dell’edizione 2014

Intervista a Mark Gill, vincitore dell’edizione 2014 del Festival Alto Vicentino
di Manuel Uberti

Intervista Mark Gill The Voorman Problem

Versione italiana (for the English version scroll down the page):

Manuel Uberti: So che The Voorman Problem è un adattamento di una sezione del romanzo number9dream di David Mitchell. Cosa ti ha colpito in particolare di questo romanzo e quanto lo hai modificato per il tuo cortometraggio?

Mark Gill: The Voorman Problem è stato adattato da un piccolissima parte del romanzo e mi ha travolto immediatamente. Le sue sfumature di commedia nera, accompagnate dall’esplorazione della religione e della malattia mentale mi hanno intrigato poiché non ho mai percepito una differenza fra credere in dio ed essere un tantino pazzo.

Manuel Uberti: Quali sono le principali influenze del tuo stile di regia?

Mark Gill: Troppe per menzionarle tutte, ma tendo a gravitare attorno a quei registi il cui stile è più classico e che lasciano respirare la storia, che ripongono la loro fiducia negli attori piuttosto che in movimenti di macchina e tagli di montaggio appariscenti.

Manuel Uberti: C’è una ragione in particolare per cui hai scelto Martin Freeman e Tom Hollander?

Mark Gill: All’inizio abbiamo spedito la sceneggiatura a Kevin Spacey – nessun agente, nessun permesso, solo la totale fiducia in quello che stavamo facendo. Spacey ci ha risposto abbastanza in fretta e positivamente. E nonostante fosse troppo impegnato per farlo lui stesso ci ha raccomandato Tom Hollander che a sua volta ci ha aiutati a contattare Martin.

Manuel Uberti: Il governatore Bentley sembra sorpreso davanti alla possibilità di liberare i detenuti. C’è qualche connessione con il sistema penitenziario nel Regno Unito?

Mark Gill: Non in particolare. Ho solo pensato che fosse un’idea interessante e poiché il corto è ambientato durante una guerra immaginaria era plausibile che il governatore non sapesse se o quando la loro prigionia sarebbe giunta al termine.

Manuel Uberti: The Voorman Problem è molto cinico quando si tratta di giudicare le azioni di Dio. Come ti senti in rapporto a questo genere di cinismo?

Mark Gill: “Una delle origini dell’emancipazione umana è l’abilità di ridere dell’autorità” – Christopher Hitchens. Penso che questo riassuma bene i miei sentimenti riguardo il religioso e l’idea di Dio.

Manuel Uberti: Hai qualcosa contro il Belgio? [Sto scherzando]

Mark Gill: Curiosamente, perfino i belgi trovano il corto divertente. Sono andato a Bruxelles e li ho visti piegarsi dalle risate.

Manuel Uberti: Quale sarà il tuo prossimo progetto?

Mark Gill: Al momento sto lavorando ad un lungometraggio basato sulla vita di Morrissey prima che formasse gli Smiths.

Home page del cortometraggio The Voorman Problem

English version

Manuel Uberti: I know The Voorman Problem is an adaptation of a section of David Mitchell’s novel number9dream. What struck you in particular about that novel and how much did you change it for your short film?

Mark Gill: The Voorman Problem was adapted from a very tiny portion of the novel and it immediately leapt out at me. Its dark comedic undertones, coupled with the exploration of religion and mental illness was what intrigued me as I’ve never seen a difference between believing in gods and being slightly mad.

Manuel Uberti: What are the main influences of your directional style?

Mark Gill: Far too many to mention but I tend to gravitate towards directors whose style is more classical and who allow the story to breathe, who place their trust in actors rather than flashy moves and cuts.

Manuel Uberti: Any reasons in particular why you picked Martin Freeman and Tom Hollander?

Mark Gill: We initially sent the script to Kevin Spacey – no agents, no permission, just total belief in what we were doing. Mr Spacey responded quite quickly and positively. And although he was too busy to do it himself he did recommend Tom Hollander who in turn helped us get to Martin.

Manuel Uberti: Gov. Bentley looks surprised about the possibility of releasing the prisoners. Any connections with the prison system in the UK?

Mark Gill: Not in particular. I just thought it was an interesting idea and since we set the film during a fictional war it was conceivable that the Governor didn’t know if or when their detention would come to an end.

Manuel Uberti: The Voorman Problem plays very cynical when it comes to judging God’s action. What are your feelings about this kind of cynicism?

Mark Gill: “One of the beginnings of human emancipation is the ability to laugh at authority” – Christopher Hitchens. I think this would capture my feelings on the religious and the idea of God.

Manuel Uberti: Do you have anything against Belgium? [I’m joking]

Mark Gill: Interestingly even the people from Belgium think the film is hilarious. I went to Brussels and saw them rolling in the aisles.

Manuel Uberti: What will your next project be?

Mark Gill: I am currently developing a feature film based on the early life of MORRISSEY before he formed The Smiths.

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