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Ha inizio oggi, con un’attività che coinvolge oltre 500 ragazzi delle scuole medie di Vicenza, l’iniziativa che porta il cinema nel centro della città: “Palladio va al cinema 2.0”.
Con la collaborazione dell’ufficio Politiche Giovanili del Comune, il Festival Alto Vicentino propone una serata di intrattenimento dedicata al cinema, presentando alcuni tra i migliori cortometraggi delle passate edizioni.
L’evento sarà aperto ufficialmente sabato 30 alle 18.00 in Loggia del Capitaniato, con un aperitivo offerto dalla Cantina Beato Bartolomeo di Breganze. Le proiezioni, ad ingresso libero, inizieranno alle 18.30 e proseguiranno fino alle 23.00. Nella Loggia del Capitaniato saranno proposti i cortometraggi premiati e finalisti delle ultime edizioni, mai presentati a Vicenza. Nel punto di proiezione situato in piazza Matteotti, davanti a palazzo Chiericati, saranno invece proposti i migliori cortometraggi fuori concorso.

Più di 50 i titoli proposti: opere girate dai migliori registi europei ed extraeuropei che attraversano generi diversi e che trattano importanti temi di attualità come l’integrazione, l’ambiente ed la difesa dei diritti.
Tra i cortometraggi presentati ci sarà anche Basette di Gabriele Mainetti (fresco trionfatore ai David di Donatello con il suo Lo chiamavano Jeeg Robot) che riscrive la storia del famoso ladro Arsenio Lupin e che vede tra i protagonisti Valerio Mastandrea e Flavio Insinna.

La serata “Palladio va al cinema 2.0” è preceduta da un’attività dedicata interamente alle scuole. Il formato delle opere, breve ed immediato, è d’altra parte ideale a favorire il confronto e permette agli studenti di diventare protagonisti e non solo spettatori passivi. I ragazzi coinvolti avranno modo di vedere e di giudicare una selezione di cortometraggi che tratteranno differenti temi: riciclo ed utilizzo consapevole (Second Hand, Canada), integrazione (Acabo de tener un sueño, Spagna), diversità (Emmeline, Inghilterra), multiculturalità (Maybe another time, Iran), disabilità (Matilde, Italia) e guerra e pace (Il mio ultimo giorno di guerra, Italia).